Minerali e miniere nell'isola d'Elba
Berilli, topazi, tormaline, acque marine, granati e numerosissimi altri preziosi minerali, sono contenuti nello scrigno di Plutone l'isola d'Elba. Questo potente dio, fratello di Giove e di Nettuno, sembra avere formato e modellato questo pezzo di terra. Cosi avrebbero scritto gli antichi greci, ma cosi' in un certo senso scrivono anche i geologi, che attribuiscono appunto alle cosiddette rocce plutoniane le ricche mineralizzazioni dell'Isola. Le calde rocce intrusive provenienti dall'interno della terra, hanno metamorfosato le sovrastanti rocce sedimentarie, mentre agenti mineralizzatori sotto forma di liquidi e gas hanno favorito la cristallizzazione dei minerali in cavita', fratture, ecc. Lo stesso Plutone sembra essersi divertito a dividere il grande scrigno, in due parti, lo scrigno del Capanne e quello di Porto Azzurro. Il primo lo ha riempito di pietre preziose tormaline multicolori, berilli, granati, ecc., il secondo invece di utilissimi minerali di ferro. La scoperta e lo sfruttamento del secondo scrigno, da parte dei nostri progenitori, decreto' la distruzione dell'ancestrale manto vegetale.
Tanti erano i fuochi sparsi sull'Isola, per alimentare i primitivi altoforni, che i navigatori greci chiamarono quest'Isola Aethalia, ossia favilla, almeno cosi' riporta Diodoro Siculo. Ma gli uomini che a quel tempo fondevano i minerali di ferro per ricavarne il prezioso metallo, sembra fossero gli llvates, una popolazione d'origine ligure, dai quali sembra sia poi derivato il nome dell'Isola Uva, successivamente trasformato in Elba. In seguito gli etruschi avrebbero assoggettato queste genti impadronendosi delle miniere. Questo fatto conferi' al popolo etrusco grandezza e potenza per molto tempo.
La carenza di combustibile sull'Isola, ormai spoglia di foreste, spinse gli etruschi a portare i minerali di ferro sulla terraferma, nel golfo di Baratti, dove erano stati costruiti altri forni per l'estrazione del metallo. Questo popolo accumulo' nel corso dei secoli circa due milioni di quintali di scorie ferrifere, seppellendo sotto di queste anche tombe e ruderi.
Gli etruschi furono sostituiti dai romani, che, J sotto l'Impero, sfruttarono ancor piu' le miniere. Anche nel periodo medioevale continuo' l'estrazione la Repubblica di Pisa e quella di Genova, si contesero lo sfruttamento. Infine, Pisa vinse la contesa e coltivo' le miniere sino al 1399. A questa subentro' il Principato di Piombino che dovette cedere lo sfruttamento ai Medici che governarono parte del territorio dell'Isola sotto la protezione del Re di Spagna.
Dopo la Rivoluzione francese l'Isola e quindi anche le miniere passarono sotto la dominazione della Francia. Con la caduta di Napoleone, l'Elba passo' al Granducato di Toscana. Poi con l'Unita' d'Italia le miniere passarono al Demanio dello Stato al quale ancora oggi appartengono.